Mercoledì 26 Marzo : San Giovanni Paolo II

L’odierna visita vuole recare un deciso contributo al consolidamento dei buoni rapporti tra le nostre due comunità…  Tra le molte ricchezze di questo numero 4 della Nostra Aetate, … il primo è che la Chiesa di Cristo scopre il suo “legame” con l’Ebraismo “scrutando il suo proprio mistero”. La religione ebraica non ci è “estrinseca”, ma in un certo qual modo, è “intrinseca” alla nostra religione. Abbiamo quindi verso di essa dei rapporti che non abbiamo con nessun’altra religione. Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori. …

      La strada intrapresa è ancora agli inizi, e quindi ci vorrà ancora parecchio, … per sopprimere ogni forma seppur subdola di pregiudizio, … e quindi per presentare … il vero volto degli ebrei e dell’Ebraismo, come anche dei cristiani e del Cristianesimo… A nessuno sfugge che la divergenza fondamentale fin dalle origini è l’adesione di noi cristiani alla persona e all’insegnamento di Gesù di Nazaret, figlio del vostro popolo, dal quale sono nati anche Maria Vergine, gli apostoli, “fondamento e colonne della Chiesa”, e la maggioranza dei membri della prima comunità cristiana. … Occorre dire, poi, che le vie aperte alla nostra collaborazione, alla luce della comune eredità tratta dalla Legge e dai profeti, sono varie e importanti: … anzitutto una collaborazione in favore dell’uomo …,  della sua dignità, della sua libertà, dei suoi diritti, del suo svilupparsi in una società … dove regni la giustizia e dove… sia la pace a imperare, lo “shalom” auspicato dai legislatori, dai profeti e dai saggi d’Israele. …

      Che da questa mia visita e da questa nostra raggiunta concordia e serenità sgorghi, come il fiume che Ezechiele vide sgorgare dalla porta orientale del Tempio di Gerusalemme (cfr. Ez 47, 1 ss.), una sorgente fresca e benefica che aiuti a sanare le piaghe di cui Roma soffre. Nel far ciò, mi permetto di dire, saremo fedeli ai nostri rispettivi impegni più sacri, ma anche a quel che più profondamente ci unisce e ci raduna: la fede in un solo Dio che “ama gli stranieri” e “rende giustizia all’orfano e alla vedova” (cfr. Dt 10, 18), impegnando anche noi ad amarli e a soccorrerli (cfr. Lv 19, 18. 34). I cristiani hanno imparato questa volontà del Signore dalla Torah, che voi qui venerate, e da Gesù che ha portato fino alle estreme conseguenze l’amore domandato dalla Torah.