Venerdì 28 Febbraio : San Giovanni Paolo II

Quando Cristo, prima della sua morte, proprio alla soglia del mistero pasquale, prega dicendo : « Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi » (Gv 17,11), egli chiede anche, forse con dilezione, l’unità tra gli sposi e nelle famiglie. Sta pregando per l’unità dei suoi discepoli, per l’unità della Chiesa. Ora il mistero della Chiesa è paragonato da san Paolo al matrimonio (Ef 5,32).

Per cui la Chiesa non solo si prende cura della famiglia, ma anche la considera, in un certo modo, suo modello. Nell’amore di Cristo, suo Sposo, che ci ha amati fino alla morte, la Chiesa contempla gli sposi che hanno promesso di amarsi per tutta la vita, fino alla morte. Ed essa considera un dovere suo singolare proteggere tale amore, questa fedeltà e onestà e tutti i beni, che ne provengono per la persona umana e per la società. È proprio la famiglia che dà la vita alla società; È in essa che, attraverso l’opera di educazione, si forma la struttura stessa dell’umanità, di ogni uomo sulla terra.

Ecco quanto dice, nel Vangelo …, il Figlio al Padre: “Le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte… e hanno creduto che tu mi hai mandato… Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie…” (Gv 17,8-10). Non risuona nei cuori delle generazioni l’eco di questo dialogo? Non costituisce esso il tessuto vivificante della storia di ogni famiglia e, tramite la famiglia, di ogni uomo? … “Io prego per loro… per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi”! (Gv 17,9).